Descrizione
Nel memorabile incipit di questo libro, la madre di Emanuele Trevi, allora bambino, riferendosi al padre pronuncia piรน volte un’istruzione enigmatica: ยซLo sai com’รจ fattoยป. Per non perderlo (ad esempio fra le calli di Venezia, in una passeggiata dell’infanzia) occorre comprendere e accettare la legge della sua distrazione, della sua distanza. Il padre, Mario Trevi, celebree riservatissimo psicoanalista junghiano, per Emanuele รจ il mago, un guaritore di anime. Alla sua morte lascia un appartamento-studio che nessuno vuole acquistare, un antro ancora abitato da Psiche, dai vapori invisibili delle vite storte che per decenni ha lenito, raddrizzato. Il figlio decide di farne casa propria, di trasferirsi nella sua aura inquieta e feconda, e cosรฌ prova a sciogliere (o ad approfondire?) l’enigma del padre. Muovendosi nel suo mutevole territorio – fra autobiografia, riflessione sul senso dei rapporti e dell’esistenza, storia culturale del Novecento – Emanuele Trevi ci offre il suo romanzo piรน personale, piรน commovente, piรน ironico (e perfino umoristico): una discesa negli inferi e nella psicosi, una scala che avvicina i vivi e i morti, i savi e i pazzi. Perchรฉ ogni vita nasconde una luce, se la si sa stanare; e i gesti e le parole piรน semplici rimandano alla trama sottile dell’essere, se li si sa ascoltare, se si sa lasciarli accadere.